In sintesi
- Obbligo CSRD solo oltre 1.000 dipendenti e 450 M€ di fatturato.
- Le richieste di dati ai fornitori PMI sono limitate allo standard VSME.
- Per le PMI la sostenibilità resta una leva di filiera e di accesso al credito.
Con la Direttiva Omnibus (UE) 2026/470 il perimetro della rendicontazione di sostenibilità obbligatoria si restringe in modo netto. L'obbligo CSRD resta per le imprese con oltre 1.000 dipendenti e 450 milioni di euro di fatturato.
Cosa significa per le PMI
La maggior parte delle PMI esce dall'obbligo diretto. Ma la sostenibilità non esce dalle loro agende: arriva dalla filiera. Banche, clienti e capofila continueranno a chiedere dati ESG ai fornitori.
La novità è che queste richieste sono ora limitate allo standard volontario VSME: il cliente soggetto a CSRD non può pretendere dai fornitori più piccoli informazioni che vadano oltre.
Tre mosse concrete
- Adottare il VSME come base unica di rendicontazione, invece di rispondere a questionari diversi per ogni cliente.
- Collegare i KPI ESG al controllo di gestione: energia, emissioni, sicurezza e persone hanno un impatto su costi e rischi e vanno letti insieme ai numeri economici.
- Presidiare le piattaforme di filiera come Open-es, dove il profilo ESG diventa visibile ai grandi committenti.
Approfondisci in CSRD e Omnibus: cosa cambia per le PMI della filiera e nel servizio ESG e CSRD.
Domande frequenti
Quali imprese restano soggette alla CSRD dopo l'Omnibus?
Le imprese con oltre 1.000 dipendenti e 450 milioni di euro di fatturato, secondo la Direttiva (UE) 2026/470.
Una PMI fornitrice deve ancora fornire dati ESG ai clienti?
Sì, ma le richieste dei clienti soggetti a CSRD sono limitate alle informazioni dello standard volontario VSME.