ESG

EUDR dal 30 dicembre 2026: cosa devono fare le imprese della filiera

EUDR dal 30 dicembre 2026 per grandi e medie imprese, dal 30 giugno 2027 per micro e piccole. Prodotti, geolocalizzazione, dovuta diligenza e cosa preparare.

In sintesi

  • L'EUDR si applica dal 30 dicembre 2026 a grandi e medie imprese e dal 30 giugno 2027 a micro e piccole
  • Le materie prime coperte sono bovini, cacao, caffè, palma da olio, gomma, soia e legno, con i derivati
  • I prodotti non devono provenire da terreni disboscati dopo il 31 dicembre 2020
  • La geolocalizzazione degli appezzamenti di origine è il dato più difficile da ottenere
  • Le sanzioni massime devono arrivare almeno al 4% del fatturato annuo nell'Unione

Aggiornato a novembre 2026. Dopo due rinvii, il regolamento europeo contro la deforestazione, noto come EUDR, si applica dal 30 dicembre 2026 alle grandi e medie imprese e dal 30 giugno 2027 a micro e piccole imprese. Riguarda prodotti molto comuni: caffè, cacao, legno, soia, gomma, olio di palma e bovini, con i loro derivati. In questo articolo spiego chi è coinvolto, cosa chiede la norma e come organizzare la raccolta dei dati con la filiera nelle prossime otto settimane.

Le date dopo i rinvii

Il Regolamento (UE) 2023/1115 è stato rinviato una prima volta di un anno e poi, con la revisione approvata dal Consiglio dell'UE il 18 dicembre 2025, di un altro anno, insieme a una serie di semplificazioni.

ChiDa quando si applica l'EUDR
Grandi e medie imprese30 dicembre 2026
Micro e piccole imprese30 giugno 2027
Micro e piccole imprese già soggette al vecchio regolamento sul legno30 dicembre 2026

Per chi rientra nella prima riga, il tempo per prepararsi è di circa otto settimane.

Quali prodotti riguarda l'EUDR

Le materie prime interessate sono sette: bovini, cacao, caffè, palma da olio, gomma, soia e legno. Il regolamento si estende ai prodotti derivati elencati nel suo allegato, come cioccolato, mobili, carta, pelle e numerosi derivati dell'olio di palma. La revisione del 2025 ha escluso alcuni prodotti considerati a basso rischio, come libri e giornali.

Per un territorio come il mio, la Calabria, i settori più toccati sono facili da individuare: torrefazioni, pasticceria e cioccolato, filiera del legno e dell'arredo, carni bovine.

Cosa chiede la norma

Un prodotto può essere immesso o messo a disposizione sul mercato dell'Unione, o esportato, solo se rispetta tre condizioni:

  1. è a deforestazione zero: non proviene da terreni disboscati dopo il 31 dicembre 2020 (per il legno conta anche il degrado forestale);
  2. è legale secondo le leggi del paese di produzione;
  3. è coperto da una dichiarazione di dovuta diligenza.

Il cuore operativo è la geolocalizzazione: per ogni prodotto vanno indicate le coordinate degli appezzamenti da cui proviene la materia prima. È qui che la maggior parte delle imprese incontra difficoltà, perché il dato nasce all'inizio della filiera, spesso fuori dall'Europa.

Le sanzioni previste dalla norma sono significative: gli Stati membri devono prevedere multe massime pari ad almeno il 4% del fatturato annuo realizzato nell'Unione. I controlli sono proporzionati al rischio del paese d'origine: 9% degli operatori per i paesi ad alto rischio, 3% per quelli a rischio standard e 1% per quelli a basso rischio.

Le semplificazioni da conoscere

La revisione ha alleggerito alcuni obblighi. I piccoli operatori primari, cioè i piccoli produttori, possono presentare una dichiarazione semplificata unica, indicando anche solo l'indirizzo postale al posto delle coordinate. Per chi sta più a valle nella catena, le regole sono state rese più snelle: il mio consiglio è verificare con precisione, sul testo consolidato e sulle indicazioni della Commissione europea, se la tua impresa è operatore, operatore a valle o commerciante, perché da quel ruolo dipendono gli obblighi concreti.

Un piano in otto settimane

Ecco il percorso che propongo alle imprese che rientrano nella scadenza del 30 dicembre 2026.

  1. Mappa i prodotti. Incrocia i codici doganali degli acquisti con l'allegato del regolamento e individua cosa è nel perimetro.
  2. Definisci il ruolo. Per ogni flusso stabilisci se sei tu a immettere il prodotto sul mercato o se lo acquisti da chi lo ha già fatto.
  3. Scrivi ai fornitori. Chiedi geolocalizzazione, prove di legalità e riferimenti delle dichiarazioni di dovuta diligenza già presentate.
  4. Valuta il rischio. Paese d'origine, completezza dei dati, affidabilità del fornitore.
  5. Riduci il rischio dove i dati mancano: fornitori alternativi, verifiche aggiuntive, clausole contrattuali.
  6. Prepara le dichiarazioni e il registro delle evidenze, da conservare.
  7. Aggiorna contratti e capitolati con obblighi di informazione e diritto di verifica.
  8. Nomina un responsabile che segua le nuove forniture dopo la scadenza.

Dai dati sparsi a un processo

L'EUDR, come le richieste ESG dei clienti, si regge sulla capacità di raccogliere dati dai fornitori in modo ordinato. Fogli di calcolo e email reggono per pochi fornitori; oltre, diventano il punto debole. Un portale fornitori su misura che raccoglie geolocalizzazioni, documenti e scadenze in un unico posto riduce errori e tempi, e serve anche per i questionari di sostenibilità.

È la stessa logica che descrivo parlando del value chain cap e dei dati ESG che un cliente può chiederti: la filiera che si organizza per prima risponde meglio a tutte le richieste.

Cosa fare adesso

Se sei una grande o media impresa con acquisti nelle sette materie prime, mappa questa settimana i prodotti nel perimetro e scrivi ai fornitori principali. Se sei una micro o piccola impresa hai tempo fino al 30 giugno 2027, salvo il caso del legno: usalo per preparare la filiera senza affanno. Se ti serve qualcuno che coordini dati, fornitori e documenti, trovi il mio approccio nella pagina sull'ESG Manager in outsourcing.

Domande frequenti

Quando si applica l'EUDR?

Dal 30 dicembre 2026 per grandi e medie imprese e dal 30 giugno 2027 per micro e piccole imprese; le micro e piccole già soggette al vecchio regolamento sul legno partono il 30 dicembre 2026.

Quali prodotti riguarda l'EUDR?

Bovini, cacao, caffè, palma da olio, gomma, soia e legno, insieme ai derivati elencati nell'allegato, come cioccolato, mobili, carta e pelle.

Cosa significa deforestazione zero nell'EUDR?

Che la materia prima non deve provenire da terreni disboscati dopo il 31 dicembre 2020; per il legno conta anche il degrado forestale.

Cosa rischia chi non rispetta l'EUDR?

Gli Stati membri devono prevedere sanzioni massime pari ad almeno il 4% del fatturato annuo nell'Unione, oltre a confisca dei prodotti ed esclusione da appalti.

Le PMI hanno semplificazioni?

Sì: oltre alla scadenza posticipata, i piccoli operatori primari possono presentare una dichiarazione semplificata unica, anche con l'indirizzo postale al posto delle coordinate.

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eugenio.damaso01@gmail.com