Controllo di gestione

Marginalità per cliente: come scoprire chi ti fa guadagnare e chi no

Marginalità per cliente: il metodo per calcolarla includendo costi di servizio e tempi, con un esempio ipotetico e le decisioni che ne derivano.

In sintesi

  • Il fatturato non misura la redditività: contano costo di servizio e costo finanziario.
  • Il calcolo procede a livelli: contribuzione, servizio, finanziario, margine netto.
  • Bastano tre fonti: fatture per cliente, ore dedicate e scadenziario.
  • L'analisi serve a decidere condizioni e servizio, non solo a ridurre i clienti.

Il cliente più grande è anche il più redditizio? Spesso no. La marginalità per cliente è l'analisi che più frequentemente ribalta le convinzioni di una direzione, perché mette a fianco del fatturato quello che il fatturato nasconde: il costo di servire quel cliente.

Perché il fatturato inganna

Due clienti con lo stesso volume d'affari possono costare in modo molto diverso: uno ordina in lotti prevedibili e paga a trenta giorni, l'altro chiede consegne frazionate, personalizzazioni e assistenza continua. Nei conti per prodotto o per commessa la differenza si perde; nel conto per cliente emerge.

Il metodo in quattro livelli

Costruisco il calcolo a gradini, in modo che ogni livello sia leggibile da solo.

LivelloCosa si calcolaFonte tipica
Margine di contribuzioneRicavi meno costi variabili direttiFatturazione, distinte, acquisti
Costo di servizioLogistica, assistenza, amministrazione dedicataOre e tariffe interne
Costo finanziarioGiorni di incasso per costo del denaroScadenziario, tassi
Margine netto clienteMargine meno costo di servizio e finanziarioSomma dei livelli

Un esempio ipotetico

Prendiamo due clienti inventati, entrambi con 100.000 euro di ricavi. Il cliente A ha un margine di contribuzione del 30% (30.000 euro), il cliente B del 32% (32.000 euro): a prima vista B è meglio. Ma B richiede 120 ore di assistenza all'anno e incassa a novanta giorni, mentre A ne richiede 20 e incassa a trenta. Con un'ora di assistenza a 50 euro e un costo del denaro dell'1% al mese, il costo di servizio è 6.000 euro per B contro 1.000 per A, e il costo finanziario è 3.000 contro 1.000. Il margine netto di A è 28.000 euro, quello di B 23.000: il cliente che sembrava migliore lo è meno.

I valori servono soltanto a mostrare il meccanismo; nel tuo caso contano i dati reali.

Come ottenere i dati senza un sistema complicato

Non serve un gestionale nuovo. Bastano tre fonti.

  1. L'estrazione delle fatture per cliente con i costi variabili associati.
  2. Un rilevamento semplice delle ore dedicate (anche campionario, per due mesi).
  3. Lo scadenziario con i giorni medi di incasso.

Se i dati sono dispersi, è il segnale che una dashboard per la direzione tornerebbe utile, con le fonti collegate.

Marginalità per cliente: il report mensile e le soglie

Il calcolo vale se diventa un'abitudine. Propongo un report di una pagina, con una riga per cliente e le colonne dei quattro livelli, ordinato dal margine netto più basso. Si aggiorna ogni mese per i primi dieci clienti e ogni trimestre per gli altri.

Servono due soglie, decise dalla direzione: il margine netto minimo accettabile, sotto cui il cliente entra in una lista di osservazione, e la variazione che fa scattare un'indagine. L'attribuzione dei costi comuni è il punto delicato: serve un criterio di ripartizione (ore, ordini, consegne) dichiarato e mantenuto nel tempo. Meglio un criterio semplice e costante di uno sofisticato e instabile. Il report può includere anche un giudizio qualitativo del responsabile commerciale sul potenziale futuro del cliente.

Le decisioni che ne derivano

L'analisi non serve a mandar via i clienti poco redditizi. Serve a decidere come trattarli.

  • Rivedere il listino o le condizioni di pagamento per i clienti a margine basso.
  • Definire un servizio standard e far pagare le richieste extra.
  • Concentrare l'attività commerciale sul tipo di cliente che dà il margine migliore.
  • Trattare con più attenzione i clienti strategici anche se a margine basso, sapendo il costo di quella scelta.

Il report non è uno strumento per scaricare colpe: serve a decidere. Ogni trimestre, in direzione, si scelgono due clienti dalla lista di osservazione e si decide un'azione per ciascuno, con una data di verifica.

Cosa fare adesso

Parti dai dieci clienti principali e calcola i quattro livelli. Per il metodo completo usa il kit di controllo di gestione, e per l'impostazione dei driver rimando all'articolo sul budget per driver. La pagina controllo di gestione in outsourcing descrive come imposto questi lavori, e la voce KPI del glossario chiarisce gli indicatori. Per i dati di settore su costi e prezzi, un riferimento è il sito ISTAT.

Domande frequenti

Cos'è la marginalità per cliente?

È il margine che resta per ogni cliente dopo aver sottratto i costi variabili, i costi di servizio e il costo finanziario della dilazione.

Servono software specifici?

No: bastano fatture per cliente, un rilevamento delle ore dedicate e lo scadenziario.

Come si calcola il costo di servizio?

Moltiplicando le ore dedicate al cliente per la tariffa oraria interna e aggiungendo i costi logistici o amministrativi specifici.

Cosa faccio con i clienti a margine basso?

Riesamino listino e condizioni, definisco un servizio standard con extra a pagamento e valuto il loro valore strategico.

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eugenio.damaso01@gmail.com