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Data Act e prodotti connessi: dal 12 settembre 2026 i dati devono essere accessibili

Data Act e prodotti connessi: dal 12 settembre 2026 macchine e dispositivi nuovi devono rendere i dati accessibili all'utente. Obblighi ed eccezioni.

In sintesi

  • Per i prodotti connessi immessi sul mercato dopo il 12 settembre 2026 l'accesso ai dati va previsto in fase di progettazione
  • I diritti dell'utente di accedere ai dati e condividerli con terzi valgono dal 12 settembre 2025
  • Micro e piccole imprese senza collegamenti con imprese più grandi sono escluse dagli obblighi di condivisione
  • I segreti commerciali consentono misure di riservatezza ma non un rifiuto generalizzato
  • Dal 12 settembre 2027 le regole sulle clausole abusive valgono anche per alcuni contratti anteriori al 12 settembre 2025

Aggiornato a novembre 2026. Per chi costruisce macchine, impianti o dispositivi collegati in rete, il Data Act ha cambiato le regole del gioco. Per i prodotti connessi immessi sul mercato dell'Unione dopo il 12 settembre 2026, l'accesso ai dati generati dall'uso deve essere previsto già in fase di progettazione. In questo articolo spiego cosa prevede la norma sui prodotti connessi, chi è coinvolto, quali eccezioni esistono e come trasformare un obbligo in un servizio per i clienti.

Cosa prevede il Data Act per i prodotti connessi

Il Regolamento (UE) 2023/2854, il Data Act, si applica in generale dal 12 settembre 2025. Per i prodotti connessi stabilisce due livelli di obblighi.

ObbligoArticoloDa quando
Diritto dell'utente di accedere ai dati e di farli condividere con terziArtt. 4 e 512 settembre 2025
Informazioni precontrattuali su dati generati, formato e modalità di accessoArt. 3, par. 212 settembre 2025
Progettazione che renda i dati accessibili per impostazione predefinitaArt. 3, par. 1Prodotti immessi sul mercato dopo il 12 settembre 2026
Regole sulle clausole contrattuali abusive tra impreseArt. 13Contratti conclusi dal 12 settembre 2025; dal 12 settembre 2027 per alcuni contratti anteriori

Il cambio del 12 settembre 2026 è proprio il passaggio dal contratto al progetto: non basta più consegnare i dati su richiesta, il prodotto deve essere pensato perché l'utente possa accedervi in modo facile, sicuro, gratuito e, quando tecnicamente possibile, direttamente.

Chi è coinvolto

Il Data Act definisce prodotto connesso un bene che genera o raccoglie dati sul proprio uso o sul proprio ambiente e li può comunicare tramite una connessione. Rientrano macchinari industriali, veicoli, impianti di climatizzazione, elettrodomestici intelligenti, dispositivi medici e agricoli, sensori. Rientrano anche i servizi correlati, cioè il software senza il quale il prodotto non svolgerebbe una sua funzione, come l'app che lo controlla.

I ruoli principali sono tre:

  • titolare dei dati, di norma il costruttore o chi controlla l'accesso ai dati;
  • utente, l'impresa o la persona che possiede o usa il prodotto;
  • terzo destinatario, per esempio un manutentore indipendente scelto dall'utente.

Le eccezioni per micro e piccole imprese

L'articolo 7 esclude dagli obblighi di condivisione del capo II i dati generati da prodotti fabbricati o progettati da micro o piccole imprese, a condizione che non abbiano imprese associate o collegate che superano quelle dimensioni. È un'esenzione importante per molti costruttori italiani, ma va verificata con attenzione sulla struttura del gruppo.

I segreti commerciali

La preoccupazione più frequente che sento dai costruttori riguarda il know-how: aprire i dati significa svelare come funziona la macchina? Il Data Act prevede tutele per i segreti commerciali: il titolare dei dati può chiedere misure di riservatezza e, in casi eccezionali e motivati, rifiutare la condivisione. Non è però una via per eludere l'obbligo: le ragioni vanno documentate e possono essere contestate.

I contratti: clausole abusive

Il Data Act interviene anche sui contratti tra imprese che riguardano dati. Le clausole imposte unilateralmente che escludono la responsabilità per dolo o colpa grave sono sempre abusive; quelle che, per esempio, impediscono all'altra parte di ottenere una copia dei dati o limitano il recesso in modo irragionevole si presumono abusive. Dal 12 settembre 2027 queste regole si applicano anche ai contratti conclusi prima del 12 settembre 2025, se a tempo indeterminato o di durata molto lunga. È il momento giusto per rivedere i contratti di assistenza e telemetria.

Dall'obbligo al servizio: cosa serve tecnicamente

Rendere i dati accessibili per progettazione richiede scelte tecniche precise:

  1. Mappa dei dati generati: quali dati produce il prodotto, con quale frequenza, in quale formato.
  2. Canale di accesso: interfaccia sul dispositivo, portale web o API documentata.
  3. Identità e autorizzazioni: chi è l'utente, chi può vedere quali dati, come si delega un terzo.
  4. Formato strutturato e leggibile da una macchina, con descrizione dei campi.
  5. Sicurezza: autenticazione, cifratura, registri degli accessi, coerenti anche con il Cyber Resilience Act.
  6. Informazioni precontrattuali aggiornate in schede tecniche e offerte.

Nella mia esperienza la soluzione più efficace è un portale clienti su misura che mostra i dati delle macchine, permette di scaricarli e gestisce le deleghe ai manutentori. Lo stesso portale diventa un servizio di valore: report di utilizzo, manutenzione predittiva, consumi energetici.

Errori da evitare

  • Pensare che l'obbligo riguardi solo i prodotti di consumo: le macchine industriali sono il caso tipico.
  • Rinviare al prossimo modello: conta la data di immissione sul mercato del singolo prodotto.
  • Usare i segreti commerciali come rifiuto generalizzato.
  • Lasciare invariati i contratti di assistenza con clausole sull'esclusiva dei dati.

Per l'altro grande capitolo del Data Act, il passaggio tra fornitori cloud, rimando a Data Act e cambio fornitore cloud.

Cosa fare adesso

Se costruisci prodotti connessi, verifica quali modelli sono stati immessi sul mercato dopo il 12 settembre 2026 e come l'utente accede oggi ai loro dati. Poi decidi il canale, scrivi le informazioni precontrattuali e rivedi i contratti. Se vuoi una prima stima per un portale o un'API di accesso ai dati, puoi usare la stima costo software su misura; per progettarlo dopo una consulenza sui requisiti, trovi il mio approccio nella pagina sullo sviluppo software e portali su misura.

Domande frequenti

Cosa cambia dal 12 settembre 2026 con il Data Act?

I prodotti connessi immessi sul mercato dopo quella data devono essere progettati in modo che l'utente possa accedere ai dati generati dall'uso facilmente, in sicurezza e, quando possibile, direttamente.

Cos'è un prodotto connesso?

Un bene che genera o raccoglie dati sul proprio uso o ambiente e li può comunicare tramite una connessione, come macchine industriali, veicoli, impianti e dispositivi intelligenti.

Le piccole imprese devono rispettare il Data Act?

I dati generati da prodotti fabbricati o progettati da micro e piccole imprese, senza collegamenti con imprese più grandi, sono esclusi dagli obblighi di condivisione del capo II.

Posso rifiutare di condividere i dati per proteggere il know-how?

Si possono chiedere misure di riservatezza e, in casi eccezionali e motivati, rifiutare la condivisione, ma le ragioni vanno documentate.

Il Data Act riguarda anche i contratti?

Sì, rende nulle o presume abusive alcune clausole sui dati imposte unilateralmente nei contratti tra imprese.

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eugenio.damaso01@gmail.com