Sicurezza

Windows 10 ESU prorogato al 2027: cosa fare ora in casa e in azienda

Windows 10 ESU prorogato al 12 ottobre 2027 per i PC personali. Requisiti, costi per le aziende, come verificare la copertura e piano di migrazione in 5 passi.

In sintesi

  • Per i dispositivi personali gli aggiornamenti di sicurezza estesi di Windows 10 arrivano fino al 12 ottobre 2027
  • I PC già iscritti all'ESU passano alla nuova scadenza senza fare nulla
  • L'ESU richiede Windows 10 versione 22H2 e fornisce solo patch di sicurezza critiche e importanti
  • Per le aziende l'ESU è a pagamento: 61 dollari per dispositivo il primo anno, con prezzo che raddoppia ogni anno
  • Un inventario dei PC entro fine 2026 è il primo passo per chiudere la migrazione a Windows 11

Aggiornato a novembre 2026. Molte guide dicono ancora che gli aggiornamenti di sicurezza di Windows 10 sono finiti il 13 ottobre 2026. Per i computer personali non è così: con il programma Windows 10 ESU Microsoft ha esteso la copertura gratuita fino al 12 ottobre 2027. Per le aziende, invece, le regole sono diverse e il tempo per pianificare la migrazione a Windows 11 non è infinito. Qui spiego date, requisiti, costi e un piano di migrazione in cinque passi.

Le date giuste di Windows 10

La confusione nasce da una proroga arrivata senza grandi annunci, a giugno 2026. Ecco il calendario aggiornato.

DataCosa succede
14 ottobre 2025Fine del supporto ordinario di Windows 10
13 ottobre 2026Vecchia scadenza del programma ESU per i privati, ora superata
12 ottobre 2027Nuova scadenza del programma ESU per i dispositivi personali
Ottobre 2028Limite massimo di tre anni di ESU per organizzazioni e scuole

La pagina ufficiale del programma ESU per i consumatori indica che tutte le modalità di iscrizione garantiscono aggiornamenti fino al 12 ottobre 2027. I PC già iscritti passano alla nuova data senza fare nulla.

Chi può usare Windows 10 ESU

Il programma per i privati è pensato per i dispositivi personali e richiede alcune condizioni:

  • Windows 10 versione 22H2, edizione Home, Pro, Pro Education o Workstations;
  • tutti gli aggiornamenti disponibili già installati;
  • accesso con un account Microsoft con diritti di amministratore.

Le modalità di iscrizione sono tre, tra cui una senza costi aggiuntivi legata alla sincronizzazione delle impostazioni con il backup di Windows; in alternativa si possono usare punti del programma fedeltà o un pagamento una tantum. Una licenza può coprire più dispositivi dello stesso account.

Cosa riceve un PC iscritto: solo aggiornamenti di sicurezza classificati come critici e importanti. Niente nuove funzioni, niente correzioni non di sicurezza, niente assistenza tecnica generale. È una corsia di emergenza, non un ritorno al supporto pieno.

Come verificare se un PC è coperto

  1. Premi Windows + R, scrivi winver e controlla che la versione sia 22H2.
  2. Apri Impostazioni, poi Aggiornamento e sicurezza, poi Windows Update: deve comparire l'iscrizione agli aggiornamenti di sicurezza estesi.
  3. Nella cronologia aggiornamenti verifica che ogni mese arrivi l'aggiornamento di sicurezza.

Se il pulsante di iscrizione non compare, quasi sempre manca un aggiornamento precedente o il PC non usa un account Microsoft.

In azienda Windows 10 ESU funziona diversamente

Qui serve attenzione, perché molte PMI hanno letto la notizia della proroga gratuita e l'hanno applicata ai PC aziendali. La proroga riguarda i dispositivi personali. Per organizzazioni e scuole, la documentazione Microsoft per le aziende prevede un programma a pagamento tramite licenze a volume, a 61 dollari per dispositivo il primo anno, con prezzo che raddoppia ogni anno e un massimo di tre anni dalla fine del supporto.

Il calcolo è presto fatto. Esempio ipotetico: 40 PC aziendali rimasti su Windows 10 costano circa 2.440 dollari nel primo anno, circa 4.880 nel secondo e circa 9.760 nel terzo, per un sistema che nel frattempo non riceve nuove funzioni. Con questi numeri l'ESU ha senso solo come ponte per pochi dispositivi difficili da sostituire, per esempio PC collegati a macchinari o a software che non girano su Windows 11.

C'è poi un tema di conformità. Per i soggetti NIS2 l'aggiornamento dei sistemi rientra tra le misure di sicurezza di base richieste dall'ACN: un PC senza patch è una non conformità facile da trovare in un'ispezione. Se la tua azienda è nel perimetro, vale la pena rileggere cosa chiedono le misure di base NIS2.

Il piano di migrazione in cinque passi

Per chiudere davvero il capitolo Windows 10 uso questo percorso, adatto anche a una piccola impresa.

  1. Inventario. Elenca tutti i PC con sistema operativo, versione, età, utente e applicazioni critiche. Senza inventario non si decide nulla.
  2. Compatibilità. Verifica quali PC possono passare a Windows 11, che richiede tra l'altro il chip di sicurezza TPM 2.0. Molti PC di cinque o sei anni fa passano senza problemi.
  3. Priorità per rischio. Prima i PC di chi gestisce pagamenti, dati personali e accessi amministrativi, poi gli altri. I PC che non possono aggiornarsi vanno isolati in rete e, se proprio servono, coperti da ESU.
  4. Budget e tempi. Metti nel budget 2027 sostituzioni e ore di lavoro, distribuite su più mesi. Se stai impostando il budget, il metodo per driver aiuta a legare la spesa al numero di postazioni.
  5. Dismissione sicura. I PC sostituiti vanno cancellati in modo certificato prima di essere venduti, donati o smaltiti: sul disco ci sono dati aziendali e credenziali.

Le alternative per i PC che non passano a Windows 11

Non tutti i computer possono essere aggiornati. Per quelli che restano fuori le strade sono quattro, da scegliere caso per caso.

  • Sostituzione. È la scelta più semplice per i PC usati ogni giorno da chi tratta dati, pagamenti o accessi amministrativi: il costo dell'hardware è spesso inferiore al tempo perso a gestire le eccezioni.
  • ESU come ponte. Ha senso per pochi dispositivi con un motivo preciso, per esempio un PC collegato a un macchinario o a un software di produzione certificato solo su Windows 10, con una data di uscita già decisa.
  • Isolamento. Un PC che deve restare su Windows 10 senza aggiornamenti va separato dalla rete degli uffici, senza posta elettronica e senza navigazione, con accesso limitato alle sole funzioni che servono.
  • Riuso diverso. A casa, un vecchio PC può avere una seconda vita con un sistema operativo ancora supportato, purché non contenga più dati personali o di lavoro.

Qualunque strada si scelga, la decisione va scritta: quale dispositivo, perché, chi ne risponde e fino a quando. È la differenza tra un rischio accettato consapevolmente e uno dimenticato in un angolo.

Errori da evitare

  • Considerare la proroga gratuita valida anche per i PC aziendali. Non lo è.
  • Rimandare tutto a settembre 2027. Fornitori e tecnici saranno saturi proprio in quei mesi.
  • Lasciare PC non aggiornati collegati alla rete aziendale perché «tanto funzionano». Funzionano anche per chi li attacca.
  • Dimenticare server e macchine virtuali con Windows 10 usati come postazioni condivise.
  • Non documentare le eccezioni. Ogni PC che resta su Windows 10 deve avere un motivo, un responsabile e una data di uscita.

Cosa fare adesso

Se usi Windows 10 a casa, iscrivi il PC al programma ESU e programma con calma il passaggio entro il 12 ottobre 2027. Se gestisci un'azienda, fai l'inventario entro fine anno e decidi quanti PC sostituire nel 2027 e quanti, eccezionalmente, coprire con l'ESU a pagamento. Se ti serve qualcuno che imposti il piano e lo tenga sotto controllo senza assumere un dirigente, trovi il mio approccio nella pagina sul fractional CISO; per un primo controllo rapido puoi usare l'autovalutazione NIS2.

Domande frequenti

Windows 10 riceve ancora aggiornamenti dopo ottobre 2026?

Sì, i PC personali iscritti al programma ESU ricevono aggiornamenti di sicurezza fino al 12 ottobre 2027, dopo la proroga decisa da Microsoft a giugno 2026.

Devo reiscrivermi all'ESU per avere l'anno in più?

No, i dispositivi già iscritti passano automaticamente alla nuova scadenza.

L'ESU gratuito vale anche per i PC aziendali?

No, la proroga riguarda i dispositivi personali; le organizzazioni usano il programma a pagamento tramite licenze a volume, fino a un massimo di tre anni.

Quanto costa l'ESU per un'azienda?

Secondo la documentazione Microsoft 61 dollari per dispositivo il primo anno, con prezzo che raddoppia ogni anno successivo.

Un PC con Windows 10 smette di funzionare dopo la fine dell'ESU?

No, continua a funzionare, ma senza aggiornamenti di sicurezza diventa sempre più esposto a nuove vulnerabilità.

Parliamo di ciò che deve funzionare.

Una call conoscitiva di 30 minuti, senza impegno: capiamo insieme priorità, rischi e il formato di collaborazione più adatto.

eugenio.damaso01@gmail.com